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Il Mediterraneo incontra le bomboniere

I colori della Sicilia diventano i protagonisti delle bomboniere del 2019, le forme e le sinuosità tipiche delle sculture siciliane e il fascino della nostra cultura si incontrano negli omaggi per i vostri ospiti. I luoghi pieni di fascino, ulivi e piante grasse, teste di moro e bomboniere realizzate con ceramiche di Caltagirone, Pigne portafortuna pugliesi e tanti altri oggetti esclusivi per una bomboniera unica.

La prima che vi vogliamo raccontare quella della “Pigna”, come tutti sappiamo è il frutto del pino, da sempre e in diverse civiltà ha racchiuso in sé i significati simbolici di forza vitale, immortalità, divinità, legati all’albero che la genera insieme a quelli di fecondità e forza rigeneratrice per i semi che contiene.La tradizione popolare Siciliana ritiene che sia utile regalare delle pigne da appendere sopra la porta di casa come augurio di salute e buona fortuna alle famiglia che vi abita. Ne esistono grani e piccole e di diversi colori, classici come il bianco, l’avorio, il verde ramina, ma anche i magnetici smalti bordeaux, turchese e blu cobalto. Sono un elemento non solo ornamentale ma anche architettonico delle vie di Sicilia. Oggi ve ne riveliamo un altro aspetto possono essere usate come bomboniere, regalo di nozze, complementi di arredo per interni ed esterni o come come base lampada accompagnata da un opportuno paralume, restano un modo esclusivo di esprimere un profondo augurio di benessere.

In alternativa ci sono le celeberrime “Teste di Moro”, passeggiando per le vie siciliane è possibile rimanere estasiati dinanzi alle maestose Teste di Moro, in siciliano note anche come “Graste”, che da secoli arricchiscono e colorano le balconate di questa magnifica terra. Figlie di una tradizione millenaria, queste prestigiose opere d’arte dalla raffinata manifattura artigianale, non nascono da una deliberata fantasia artistica, esse trovano tutte un’origine comune in un’antica leggenda: protagonisti di questa struggente vicenda un giovane Moro ed una bellissima fanciulla siciliana.

Secondo la leggenda, intorno all’anno 1000, nel pieno della dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo “Al Hàlisah” (che significa la pura o l’eletta) oggi chiamato Kalsa, una bellissima fanciulla viveva le sue giornate in una dolce quanto solitaria quiete, dedicando le sue attenzioni all’amabile cura delle piante del suo balcone. Dall’alto del sua balconata fiorita, ella venne un giorno notata da un giovane, un Moro. Sopraffatto da una violenta passione per essa, il giovane Moro non esitò un attimo a dichiararle il suo amore. La giovane, colpita dalla promessa d’amore ricevuta, accolse e ricambiò con passione il sentimento dell’ardito corteggiatore. Ma il giovane era gia sposatonel suo paese natio, tale notizia scateno l’ira della fanciulla palermitana, che uccise il suo amante nel sonno e senza esitazione alcuna tagliò la testa del giovane creando con essa un oggetto simile ad un vaso e vi pose all’interno un germoglio di basilico. Depose infine la testa sul suo balcone, dedicando ogni dì alla cura del basilico che in essa cresceva. Ogni giorno le lacrime della giovane bagnavano la pianta regale, che prospera cresceva divenendo sempre più florida e rigogliosa. I vicini, pervasi dal profumo del basilico e guardando con invidia la pianta che vigorosamente maturava in quel particolare vaso a forma di Testa di Moro, si fecero realizzare vasi in terracotta che riproponevano le stesse fattezze di quello amorevolmente custodito dalla fanciulla.

Vi abbiamo raccontato due piccole leggende di due oggetti “cult” della nostra tradizione ceramista, entrambe suggestive e che sicuramente saranno un omaggio graditissimo per i vostri invitati invece che le solite banali bomboniere.